Nunziante, la genialità comprensibile

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Le fresche mattine di fine estate sonno davvero l’ideale  per un giro in moto, prima della lunga pausa invernale che la vedrà inevitabilmente parcheggiata in garage. Una buona scusa, insomma, per una mezz’ora di strada fino a Giaveno, dove lavora il maestro Antonio Nunziante, nel centro storico della cittadina in Val Sangone. Il suo non è certo un buen retiro, ma un’intelligente scelta logistica: ha concepito il suo studio come una vera e propria azienda in cui operano tredici persone, dagli assistenti pittori a chi si occupa del web, perché il suo sito sia sempre aggiornato e la pagina Facebook funzioni come una vera e propria finestra sul mondo. C’é chi si dedica all’organizzazione (quadri da trasportare, mostre da curare), mentre la giovane moglie Raffaella sovrintende un pò a tutto e ti accoglie con un sorriso luminoso. Nunziante è un artista davvero singolare. La sua pittura potrebbe risultare proiettata all’indietro, nostalgicamente ancorata a un passato lontano da noi, eppure il suo atteggiamento è quello di un uomo del nostro tempo, incuriosito da ogni novità tecnologica e consapevole che il presente offre molte chance di far girare il lavoro in tutto il mondo.

Colto e consapevole del proprio fare, talora ama polemizzare un pò, citando magari Mario Vargas Llosa o Robert Hughes contro l’eccesso di contemporaneità che investe un’arte troppo mentale e incomprensibile. Nunziante ha raccolto importanti soddisfazioni nella sua carriera ‘facendo tutto da solo’, precisa. E forse proprio per questo successo spontaneo, non architettato a tavolino, il sistema lo ha relegato tra quegli artisti troppo ‘commerciali’.  In realtà, questa è una visione davvero miope e limitata, che trova terreno fertile nell’arte e molto meno in altri linguaggi: Nunziante funziona non tanto per la piacevolezza dei suoi soggetti, peraltro spesso enigmatici e fortemente simbolici, quanto per la qualità della pittura, dove non smette di sperimentare tecniche e cercare soluzioni nuove. ‘Ho 56 anni – dice maliziosamente – e spero nei prossimo 10 di diventare un buon pittore’.
Il suo curriculum vanta mostre in importanti spazi pubblici (il Chiostro del Bramante a Roma, il Palazzo Ducale di Genova, tra gli altri), ma quest’anno che la sua carriera sembra davvero giunta a una svolta. A fine 2012 Nunziante sbarca a New York, con una mostra personale organizzata alla 32 Fine Arts Gallery, nel quartiere di Soho. Il successo è sorprendente, soprattutto il pubblico americano, che non lo conosceva, ha scoperto un pittore di sensibilità e talento, capace di tradurre l’immagine classica in qualcosa di gusto contemporaneo. Molti gli ospiti vip presenti al vernissage, tra cui Ultra Violet, l’ex musa di Andy Warhol. Il consenso è proseguito durante il successivo ‘one man show’ al consolato italiano, dove è stato premiato insieme a Renzo Arbore e all’ex governatore di New York Mario Cuomo. Ma la sorpresa deve ancora arrivare. Un’esperta del Dipartimento Arte Contemporanea di Sotheby’s, visitando la mostra, rimane colpita dalla qualità di alcuni dipinti e ne sceglie uno, ‘Progetto per un viaggio ancora possibile’, cm 100×120, per l’asta newyorkese del 3 marzo. Ed è record price: 62.500 dollari. Un bel colpo, più che raddoppiato il prezzo che si paga normalmente in Italia. Saranno contenti i collezionisti che hanno investito su Nunziante in questi anni. Mentre scriviamo è annunciato un altro passaggio in asta, il 25 settembre, sempre da Sotheby’s con ‘Atelier sul mare’, valutazione 40-60 mila dollari. Non un fuoco di paglia, dunque. Nel frattempo, a novembre, Nunziante terrà la sua prima personale a Dubai, al Capital Club: un building esclusivo che ospita diverse gallerie. ‘Credo molto in questi nuovi mercati emergenti, destinati a dar linfa a un settore che sta soffrendo la crisi. In un mondo globale limitarsi al proprio territorio non funziona più e dunque bisogna muoversi in una prospettiva internazionale.’ Nei nuovi dipinti Nunziante ha sviluppato una poetica per lui nuova. Più sintesi, un lavoro che privilegia gli spazi – lui li chiama ‘silenzi’ – invece delle figure. Le atmosfere risultano sospese, essenziali, la tavolozza pittorica decisamente abbassata, deliberatamente impoverita. E infatti il risultato è molto affascinante e contemporaneo. Oggi Nunziante può competere con la grande pittura  figurativa internazionale. ‘Negli ultimi anni ho ridotto di circa la metà la produzione e cerco di lavorare sulla qualità’. Si direbbe una scommessa vinta, a cominciare dai successi in asta, ma non solo: la crescita investe soprattutto la bellezza delle sue tele, che ne fanno un artista vero, molto amato anche dal pubblico torinese.