“Antonio Nunziante e le sue affinità con Arnold Bocklin”

Nell’opera di Antonio Nunziante i celebri motivi di Arnold Böcklin sono onnipresenti, primo fra tutti quello de L’isola dei morti.

Questo paesaggio pieno di mistero rappresenta evidentemente per Nunziante una sorta di isola del sogno, un luogo segreto di contemplazione in cui l’artista anelerebbe ritrarsi.

Le erte isole rocciose sul mare di Nunziante – un tema ricorrente nel suo lavoro – presentano un’unica cavità. Lì l’artista vorrebbe soffermarsi per abbandonarsi ai suoi pensieri, ai suoi desideri, ai suoi sogni.

Nelle ultime tre versioni de L’isola dei morti, Böcklin ha posto le sue iniziali “AB” come se fossero scolpite nella roccia sopra l’unica camera sepolcrale presente sullo scoglio sul lato destro del dipinto. Evidentemente anche Böcklin sognava di trovare pace in questo luogo.

Nell’opera di Nunziante è possibile rinvenire anche altre reminiscenze di Böcklin.

Nel suo dipinto del 2000 intitolato Tormento ed estasi, l’artista ha mutuato dall’opera giovanile di Böcklin Ebene mit Gewitterhimmel [Pianura con cielo temporalescodel 1846 le nubi tempestose che inseguono minacciose lo spettatore come gigantesche ali d’aquila. Anche in questo caso, la torre rocciosa che si erge ripida sul mare presenta una sola apertura.

Il dipinto Laggiù dove tutto è possibile è un’opera enigmatica con un trattamento non realistico della luce. All’interno della muraglia di una rovina sul mare che ricorda l’opera tarda di Böcklin Die Kapelle [La cappella, 1898], tra i cipressi, una sorgente scorre su gradini di roccia. Una luce arcana e irreale trapela dallo sfondo attraverso le fessure create dai tronchi degli alberi. Ripide pareti rocciose di una forra incorniciano da entrambi i lati questa scena inconsueta, immortalata da un pittore seduto su uno scoglio piatto in primo piano. Il bastione roccioso, l’incidenza della lucee la sorgente sono un omaggio a un’opera di Böcklin del 1881 intitolata Quell in einer Felsschlucht [Sorgente in una gola di rocce].

Nunziante rivela in questo modo le sue affinità spirituali con il mondo onirico del maestro di Basilea.

Tratto da, “Nunziante. La visione ulteriore” – Ed. Skira 2011