Nunziante – Sgarbi

Museo Nazionale degli Strumenti Musicali
ROMA

APRILE – MAGGIO
2006

Nunziante: la vera Metafisica

In principio fu De Chirico.
Come se prima e dopo non ci fosse nulla, o che niente d’importante, nella storia dell’arte, potesse più passare senza la mediazione del suo filtro. Come se il senso della pittura moderna, e della pittura più in generale, fosse stato individuato finalmente, liberando gli artisti post-ottocenteschi dalla condanna di dover ricorrere alla precarietà dello sperimentalismo. Come se nella dimensione artistica, lirica e intellettuale introdotta dalla Metafisica ci sia tutto lo spazio disponibile per ciò che un artista può essere in grado di esprimere, ieri come oggi, oggi come domani.
E’ questa la premessa, storica e metastorica, che ci permette d’introdurci nell’arte di Antonio Nunziante, di cui mi ritrovo nuovamente a scrivere.
De Chirico, dunque, prima di ogni altra cosa. Ma si sbaglierebbe, credo, a ritenere che Nunziante abbia stabilito con l’opera di De Chirico un rapporto rigorosamente accademico, come un ripetitore meccanico all’infinito dei suoi modelli, o che il suo massimo obiettivo sia quello di fare della “Neo-metafisica”, più ancora di quanto non fosse quella, spesso un po’ stanca e autocelebrativa, che De Chirico ha intrapreso
negli ultimi due decenni della sua vita.

Per Nunziante, non può esistere una “Neo-Metafisica”.
Esiste una Metafisica … che va oltre i limiti della materialità, dunque anche oltre i confini della storia e del tempo … che va oltre i limiti della geografia … e per quanto a Nunziante e a noi così caro, si è subito universalizzato, diventando un patrimonio condiviso da tutti. Se è Metafisica, se è superamento della storia e della geografia, se è patrimonio condiviso dal genere umano, allora non può che essere categoria dello spirito. … Dire oggi di fare Metafisica, invece, può voler dire benissimo fare dell’attualità … Nunziante, quindi, metafisico, ma non per forza dechirichiano. Uno degli aspetti più importanti del legame fra Nunziante e la Metafisica è che egli arriva a concepirla come un “a priori” non per passiva adozione di un credo ma attraverso l’empirismo del proprio percorso pittorico. … La Metafisica è una gradino sopra il linguaggio, è l’espressione cum figuris dello spirito che attribuisce valore “altro” agli spazi e agli oggetti con cui si manifesta, fuori dai limiti della loro fisicità. E’ espressione lirica ed enigmatica, pronta a sorprenderci e incantarci, perché lirica ed enigmatica è l’attività creativa e conoscitiva del nostro inconscio. E pochi artisti potrebbero farcelo capire meglio di Nunziante, che sempre lascia in sospeso la parola “fine”.

Vittorio Sgarbi 2006